Numeri e dati su un digitale che non va mai in ferie
Instagram, Ai, Social Media, Podcast...
Social Media, con focus su Instagram, Ai, Podcast. Parlerò di questo e di molto altro in questo appuntamento al rientro dalle ferie.
Da diverso tempo sono operativo, ma attendevo l’inizio di settembre per far tornare le Donut News via newsletter.
Partiamo dai dati…
Sono due i report che dobbiamo tenere in considerazione e ci mostrano l’evoluzione delle piattaforme: Sprout Social e Press Gazette/Ofcom.
Secondo il report di Sprout Social (vi carico la risorsa alla fine della newsletter) che sono riuscito ad avere grazie alla work-chat di Matt Navarra, esperto mondiale dei social, Facebook è in ottima salute e Instagram sta benone, al contrario di quello che si dice.
TikTok sta inseguendo Instagram anche con i roll-out (ha copiato le Note di Instagram) e ora sembra aver paura dell’App americana, mentre sta attendendo comunque di capire il futuro in america. Su TikTok pende un Ban USA che potrebbe arrivare SOLO con l’elezione di Harris (anche se la candidata sta usando il social cinese meglio di Trump - tornerò su questo argomento americano).
Lo studio di Sprout Social ha tracciato gli interessi di 4.500 persone che risiedono in America, Australia, Gran Bretagna, Canada e Irlanda e ci mostra come sempre la possibile evoluzione europea.
Tutti questi Paesi infatti sono sempre precursori in termini di Social Media e digitale.
Instagram sta benone non solo perché viene usato da quasi tutte le generazioni (anche se ultimamente ha conquistato il ruolo di app per i giovani e per chi si sente giovane), ma perchè mostra meglio di altri, anche grazie ai reels, i prodotti delle aziende.
Un’app che riesce a vendere è infatti una buona app.
Instagram sta recuperando alla grande su TikTok che era diventata la piattaforma più usata dalla generazione X.
Complessivamente, i social e tutto il comparto online, sta conquistando sempre più interesse da parte della popolazione, tanto che in Gran Bretagna, come evidenziato da Ofcom e rilanciato da numerosi siti di informazione (Press Gazette, TechCrunch…) “la rete online, guidata dai social media”, ha superato “la TV come fonte di notizie più popolare”.
Questo è accaduto nel Regno Unito dove le reti televisive stanno accusando i contraccolpi dell’evoluzione dell’informazione.
I social al centro di tutto
I dati, quelli di Sprout e Ofcom, ci faranno capire quanta influenza avranno i social nel determinare i consensi.
L’evoluzione social e sociale la si può perfettemante notare in questo periodo, quello delle Elezioni Americane. Dopo il tracollo digitale di Biden (ne parlavo nella precedente newsletter), Harris sta puntando tutto sui social sperimentando convention dedicate ai creator e agli influencer, sperimentando pubblicità che seguono i trend dei creator.
Le elezioni Americane ci faranno capire quanti consensi riusciranno a spostare i social anche se ultimamente abbiamo capito che stanno diventando sempre più “potenti”. Proprio per questo i governi continueranno a proporre blocchi (X è bloccato in Brasile dove Elon Musk ne ha combinata una delle sue) o rigide regolamentazioni.
I social sono pericolosi?
Con l’inizio della scuola, in Italia, le apparecchiature digitali sono state vietate negli istituti (sino alla medie), mentre i pediatri chiedono che lo smarphone venga addirittura bloccato ai minori di 14 anni e che i social vengano bloccati sotto i 16 anni.
Condivido in questo senso l’intervento del Ministro Abodi il quale ricorda che ci vuole educazione per i minori e pure per i genitori (qui sta il problema)
Perchè bloccarli?
Ogni intervento di ban, risolve il problema solo temporaneamente.
L’Europa per esemoio sta praticamente mettendo al bando l’Ai.
Non arriverà su Meta mentre è in roll-out in tutto il mondo e non arriverà nemmeno nell’Iphone appena presentato da Apple, costruito proprio per ospitare l’Ai.
Perchè bloccare tutto rischiando di creare un gap competitivo?
Possiamo inoltre continuare la lista con le multe che le big tech stanno ricevendo dall’UE.
Si rischia di innescare uno scenario per cui alle big tech non converrà più investire in UE.
Giusto bloccare un problema o giusto educare le persone per arginare un problema?
Forse, con l’evoluzione in corso, è troppo difficile arginare un problema con l’educazione perchè costa sforzi, tempo e denaro, eppure il nostro futuro si gioca proprio sull’educazione.
AI, AI, AI… l’Intelligenza Artificiale fa schifo.
Lo dice un report australiano!
Non possiamo continuare a nasconderci dietro alle regolamentazioni, ai ban, proprio mentre Chat GPT ha raggiunto un milione di utenti paganti, proprio mentre i cittadini del mondo potranno usare l’AI di Apple sul telefono o sui social e noi no…
Dobbiamo imparare a conoscere questi strumenti e anche i problemi di questi strumenti.
L’AI infatti non è tutto oro che luccica. Secondo il report dell’Australian Securities and Investments Commission [ASIC], l'intelligenza artificiale generativa fa schifo, è pessima nel riassumere le informazioni.
Secondo quanto riporta l’italiana Data Media Hub che ha letto il report “L'esperimento è stato eseguito sul modello Llama2-70B di Meta ed è stato poi valutato sotto forma di blind test: le sintesi prodotte dalle IA hanno ottenuto il 47% del punteggio massimo, mentre gli esseri umani l'81%”.
Meglio conoscere questi dati!!!
Dove finiremo?
Con il digitale non sappiamo dove finiremo ma sappiamo da dove partiamo e quali potrebbero essere gli sviluppi a breve termine.
Instagram migliorerà di sicuro le performance (qui le ultime novità riassunte su un post Instagram) e il digitale supererà nel giro di qualche anno l’appetibilità della televisione.
Tutto migliorerà, Threads recupererà più utenti anche grazie al lancio di pubblicità (imminente) inoltre migliorerà l’interesse degli utenti verso i formati video, mentre il PODCAST sarà destinato pian piano a scomparire perchè le spese di produzione non riescono ad essere coperte dalle entrate (nel precedente link rosa l’interessante articolo di CommonWealth Beacon).
Migliorerà ovviamente anche l'AI e miglioreranno i sistemi di chatting, ma peggioreranno i “protezionismi europei”.
A causa delle nuove norme UE ci dobbiamo inoltre aspettare un Whatsapp multifunzionale, che diventerà un contenitore anche per altre app di messaggistica. In gergo lo chiamano Whatsapp interoperabile perchè si potrà usare per esempio Telegran dentro a Whatsapp.
Insomma, prepariamoci ad un mondo che cambierà in fretta e prepariamoci a capire l’evoluzione prima che tutto il tech ci faccia sentire degli ignoranti.
Non ho la sfera di cristallo, vi riporto l’evoluzione in corso, ma vedo che manca ancora tanta educazione nel digitale. Stiamo davvero sprecando tempo sui social senza capire bene come utilizzarli al meglio e come usare al meglio le strategie digitali. Buon lavoro!
Grazie per essere arrivato sino a qui.
Buon lavoro.







